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Vincenzo Mirra: per approdi d’isole e cuori (di Chiara Catapano)

” Così può accadere, sfogliando le carte di navigazione di qualcuno che credevamo essere noi, di vedere riflesso nelle acque un volto. Il nostro volto, ma dipinto da altri nella nostra storia. ” – Chiara Catapano

Grato a Chiara Catapano e a Poetaurum Silva per questa bellissima recensione sulla poesia di Isole e Sursum corda.

Il mare è l'antico eterno idioma che ci fa esploratori d'infinito con lingue d'acqua incandescenti

Poetarum Silva

Vincenzo Mirra: per approdi d’isole e cuori
Isole (2016; ristampa 2017), Sursum corda (2018), AUGH Edizioni
di Chiara Catapano

Ognuno procede nel proprio arcipelago di sogni, compromessi, delusioni, ripartenze. Ognuno traccia la rotta del proprio “dramma” (volendo restituire alla parola l’antico significato originale di azione), spesso navigando a vista, lasciandosi sorprendere dall’improvviso aprirsi dell’orizzonte davanti a sé, o dallo schiudersi di un piccolo golfo, lì dove t’aspettavi di vedere una nuda e liscia parete di roccia. Nel buio della notte, che non è mai nera, giungerà allora uno scampanellio né lontano né vicino: forse un gruppo di capre che risale il crinale, lì alla nostra sinistra, oppure il richiamo a noi stessi e alla memoria, che s’arrampica più in là e ci saluta, benedicendo la nostra navigazione.
A volte capita di incrociare altre rotte: il proprio arcipelago è in parte condiviso da viaggiatori arditi, che accettano la solitudine nel…

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